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Come Falegnameria abbiamo contribuito al restyling di 4 locali a Miami, in Ocean Drive-South Beach: in particolare il Caffè Milano, Atlantic Restaurant, Fox Cafè e Sea Cafè.
Il nostro intervento si è concentrato sulle forniture in legno e corian che abbiamo prodotto qui in sede su disegno e che poi sono state trasportate tramite container fino al porto di Miami.
Banconi bar, pannellature e rivestimenti su pareti e divisori, mensole, specchi e tavoli bar.
Lo stile e la qualità made in italy diventano biglietto da visita in un mondo che vuole ancora credere nelle cose “belle” realizzate artigianalmente con cura e maestria. |
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Cartoline di un viaggio per lavoro, il primo qui in Florida nel 2006, Miami Beach, locali storici anni Trenta nella Ocean Drive. Molti nomi sono italiani, come la cucina che qui in questo lingua di dune che ha rubato spazi ad una natura regina e imperatrice per terra e per mare offre materie prime davvero eccezionali, crostacei, pesci, frutti tropicali. Si sentono i Caraibi, siamo vicini al Tropico del Cancro, Cuba è a 120 chilometri: la spedizione Gardiman in questo dicembre di Florida, caldo e marino che Biella non può neanche immaginare, è qui per allestire in loco i nuovi arredi realizzati a Vigliano. Servizio speciale di “posa in opera” per il cliente, Derosso architetto biellese, e per suo fratello che con altri soci ha da poco rilevato alcuni ristoranti nel famoso Art Decò District di Miami. |
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Damiano, Frank e Vince non lavorano in ambienti vuoti e “chiusi per restauro” ma con la solita scenografia che è Damiano stesso a raccontare in modo colorito per farmi capire che si tratta, per davvero, di un altro mondo. Il menu non si sfoglia, si guarda: piatti, specialità, pesci, dolci, tutto in mostra, dal vivo e come se non bastasse c’è sempre una hostess sorridente ad invitare a sentire che gusto hanno. È lei l’addetta alle relazioni promozionali con la clientela: in sostanza deve attirare più clienti possibile ed è prassi normale, mi spiega Damiano, anche se la cucina ha un livello alto e il riflesso si vede anche nel conto. Ci si siede e arriva il “solista”, molto diverso da un “nostro” cameriere, è maître e consulente personale dall’inizio alla fine: lui presenta, suggerisce, coltiva il cliente che deve sentirsi al meglio e spendere in proporzione! Cliente che in genere con il denaro ha un rapporto rilassato, se ha parcheggiato davanti all’entrata forse ha in tasca le chiavi di una Rolls Royce o un’altra delle tante macchine sportive di lusso, Lamborghini, Ferrari, Mercedes, facilissime da incrociare girando per Miami. Qui il parcheggio più comodo, a due passi dall’ingresso, ha tariffe a partire da 50 dollari. Se no si lascia la macchina al “boy”, liberandosi con una mancia del problema di cercare un parcheggio più lontano ma a prezzi più modici, 15 dollari per un’ora. E i piatti in tavola chi li porta? È il ragazzo delle consegne, “the runner”, che corre letteralmente fra un tavolo e l’altro, senza parlare; generalmente è sudamericano, come ce ne sono tanti qui, arrivano da Haiti o Cuba, c’è una vera e propria città cubana a Miami, non prende la mancia, avrà la sua percentuale, come la hostess, dal cameriere che riceve una mancia cospicua, volontaria ma d’obbligo, oltre al 15 per cento di servizio già nel conto.
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Nelle sue tre settimane di vacanza per lavoro Damiano se l’è studiate bene tutte le scene, osservate dentro il Milano o il Sea Café, davvero antico a sentire lui, con l’occhio esperto dell’architetto al finale della laurea. Dai mosaici per pavimento in graniglia ai vetri decorati è tutto un fiorire di Liberty, l’Art Nouveau, stile che nel passare l’oceano ha assunto un nuovo nome, Art Decò, e un carattere suo proprio miscelando materiali moderni, vetro e acciaio, a nuove elaborazioni dei raffinati grafismi propri di questo stile da “artista artigiano ritrovato”. Fuori le architetture sono già espressioniste, linee squadrate e geometriche si intrecciano con disinvoltura a volute e disegni floreali, o stilizzati, e dai fenicotteri che qui si alzano in volo la mattina presto e la sera tardi prendono la vivacità del colore. Oltre al rosa intenso, turchese onda marina e giallo gelato... Miami è da vedere per la più alta concentrazione di edifici Art Decò, in maggioranza alberghi di lusso. Un’atmosfera forse un po’ scioccante per un europeo abituato alle montagne e alle città piemontesi come Torino e Biella! Damiano rivela che subito gli sembrava tutto finto, gigantesco e incredibile come le scenografie di un set cinematografico.
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Non si sa bene cosa ha fatto scattare un’altra idea, la voglia di capire, di osservare questa industriosità senza riposo, instancabile, “no-problem”. Tutto e tutti sempre in movimento, mai bloccati dai problemi tecnici: e loro pure lo hanno sperimentato, anche per comperare dei chiodi dovevi fare l’equivalenza fra centimetri e pollici. La luce della Florida ti fa vedere in un altro modo? Anche al mattino presto la luce a Miami ha qualcosa di particolare, e il cielo è proprio celeste, Damiano dice come lo ”straccio bagnato” immaginato da Francesco Guccini nella sua “Canzone per Silvia”. Effetto del clima tropicale! Palmizi e noci di cocco a go go: se piacciono non si comprano, basta sceglierle sotto le palme da cui sono cadute, ce ne sono tantissime. Nel week end si va a fare un giro in una foresta tropicale con tanto di coccodrilli e la sera con le luci al neon fucsia, blu, azzurro Miami è davvero una città fiabesca, colorata con le tinte pastello della sua Art Decò. Come nelle favole fu abitata dai cattivi e dai buoni, oggi le infinite spiagge di sabbia fine e bianca attirano i ricchi turisti del “dolce far niente” come il variegato mondo della moda e del design. Vero italiano, vero stile della massima raffinatezza: Damiano racconta del culto verso la moda italiana e di un divertente spot pubblicitario in cui un aspirante uomo “trendy” annuncia beato di portare anche lui “scarpe senza calze, proprio come un italiano”! |
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Anna Piovesan giornalista |
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